Raccolta di sassi e sabbia

Con «raccolta di pietra e sabbia» si può tradurre il giapponese 沙石集, Shasekishū, una antologia di racconti o parabole (o kōan) composta nel XIII secolo d.C. dal monaco zen Mujū Ichien. Nella prefazione, Mujū spiega “Coloro i quali cercano oro lo estraggono dalla sabbia; coloro i quali apprezzano i gioielli raccolgono ciottoli che poi lucidano”. Così, l’antologia procede inesorabile accostando parabole di grande profondità a barzellette degne di Geronimo Stilton.

Raccolta di sassi e sabbia è uno spettacolo eterogeneo che impegna l’attenzione dell’uditorio in un gioco di dubbi e incertezze, distogliendola dalle imposizioni delle consuete prassi da palcoscenico. L’ensemble percorre dei precisi schemi narrativo-musicali che si articolano attraverso diversi repertori e pratiche (dal 1400 alla contemporanea appositamente concepita), avvalendosi di musicisti, compositori, costumisti, tecnici audio e video.

Ogni nuova realizzazione di Raccolta di pietra e sabbia evoca uno scenario simile a quello descritto dal monaco Mujū in “Shasekishu” (XIII sec.), da cui il progetto prende il nome: una raccolta serendipica di materiali musicali elementari, variamente combinati perché scatenino intuizioni inattese e distratte nel loro fruitore.