Chi siamo
Teatro Magico è un cluster di artisti: musicisti, compositori, illustratori, sound designer, light designer, costumisti, insegnanti e scrittori.
i soci
(in allestimento)

È il battente della più poderosa campana d’Eurasia. Si dice che quando vibra un colpo i libri attorno brucino per l’attrito con l’aria.
Sedeva in un angolo, mezza in ombra e mezza in luce, quando in un terribile spasmo improvviso si è fatta uccello ed è volata via, a sud. Arrivederci!

Joanna Carvelli
Puleggia di una cabinovia sospesa tra il sole la luna. Ogni tanto la spostano da un capo all’altro, ma nessuno se ne stupisce. Non ha mai ceduto.

Al cambio di stagione un alto frassino cammina oltre il limitare del parco. Carica di foglie, Anna Chiara posa le radici ceree una appresso all’altra.

Ernesto De Nittis
Nato poc’anzi, a teatro, s’incamminò ieratico verso il grosso nodo di un tendone di quinta e lo scelse per culla. Il sipario era il suo dondolo.

D’inverno risale le falde idriche filtrando nella roccia ghiacciata. Ha due zampe ma non cammina, ha due ali ma non vola, cos’è?

Il frutto più alto della ricerca disperata di un ignoto alchimista babilonese. Assai longevo, pochi sanno che il Voynich reca la sua firma.

Bipede plume, estrattore di cimici del mais dai giacconi degli ignavi, camminatore del fango. Inghiottì un calamaio in tenera età.

Un fioco brusio di ferraglia ne annuncia immancabilmente la venuta. Irresoluto, porta con sé una lanterna sempre spenta: non cerca l’uomo.

Se la notte sulle rive sabbiose di un antico fiume in piena sentite un canto sommesso senza fonte, sappiate che è lei.

Pentadattilo ungulato, oviparo per scelta. Contava i fili d’erba con diligenza estrema quando ancora i coetanei suggevano il latte materno.

Quadrupede implume, foraggiatore di pulli corvidi e falciatore di pascoli ingialliti sotto lo zoccolo del brutto bue dall’occhio pigro.

Matematico e inventore, autore de “Il dubbio nell’era umana”, voluminoso corpus di critica antropologica. In visita qui dall’anno 9973 d.C.

Guido Petrella
Ricercatore dell’occulto, occultatore di ricerche. Salta fuori che l’aneddoto delle 95 tesi di Wittenberg è spurio. L’ha inventato lui.

Alunno prediletto di Efesto, Filippo è un fabbro di bravura insuperata. Come batte lui il ferro finché è caldo non c’è veramente nessuno.

Cristina Venier
Cacciatrice Inuit, ogni sera passeggia con un fagotto in spalla, declamando sette ghazal di Hāfez per le banchise boreali. Ritiene eskimo un complimento.

Giovanna Venier
È un tasso europeo. Abita in aperta campagna, nel nodo cavo della corteccia di una quercia che, a dirla tutta, ha visto tempi migliori. Dorme moltissimo.

Severo costruttore di organi a vapore, ha brevettato un complesso sistema di stomaci ovini e canne di bambù. Dio stesso ne invidia la voce.














