Appunto

Appunto entra nel paese delle forme, si guarda intorno e resta molto perplesso. Un gran numero di linee che si intrecciano a ogni angolo di strada, lanciandosi subito verso il punto di fuga appresso. Fermato un passante, Appunto attacca a fargli strane domande:
– Come mai tanto impegno?
– Come?
– Sì, ecco, intuisco un mestiere raffinatissimo perché segmenti accostati con angoli così perfetti…
– Quali segmenti?
– Ma sì, non ho mai visto una strada dritta come quella su cui camminiamo ora! Tutte le righe che avete tirato qui intorno… guardi per esempio quello spigolo, ha un tratto particolarmente ossessivo, che abbia uno scopo importante?
– Torni a casa. Non ho tempo abbastanza da essere preso in giro. Mi lasci in pace.
Appunto tace, lo guarda allontanarsi e svicolare scomparendo dietro l’isolato. Speriamo che qualcun altro mi voglia raccontare la storia di queste prospettive, pensa allora. Certe cose non possono essere tanto diverse dal rumore soltanto per un bel caso, non poteva crederlo. Voleva mica dire che il rumore potesse incidentalmente addensarsi con coerenza, oltre che sparpagliarsi? E a chi avrebbe potuto raccontare una cosa simile?